I racconti sotto le stelle de “La notte delle Perseidi”: intervista all’autore Alberto Parisotto

Intervista Alberto Parisotto

Uno sciame di meteoriti che spinge le persone a sollevare lo sguardo verso il cielo: così nasce il titolo del nuovo libro di Alberto Parisotto, La notte delle Perseidi. Già autore de Gli eletti, pubblicato con la nostra casa editrice quattro anni fa, Parisotto ci propone una raccolta di racconti che esplora la quotidianità, invitandoci a rimanere con i piedi per terra pur trovando spazio per ammirare il cielo. Lasciamo che sia l’autore a svelarci i retroscena e i dettagli del suo ultimo lavoro che potete acquistare in formato cartaceo e digitale sul nostro shop oppure su Amazon.

Per chi ancora non ha avuto modo di leggere il libro, come descrivereste La notte delle Perseidi? Quali sono gli elementi centrali che uniscono i racconti della raccolta?

La notte delle Perseidi è un libro dove emergono tante storie di protagonisti normali, con dei flash su alcuni personaggi più conosciuti. Ogni storia ha il suo percorso e la sua identità. C’è un pizzico di fantasia che entra e spruzza qualche racconto. Ma sono storie di vita, di quelle che vediamo con i nostri occhi ogni giorno. Gli elementi centrali che uniscono questi racconti sono l’aderenza alla realtà. A volte si slegano nel finale, a volte sanno unirsi nella conclusione. L’epilogo, come spesso mi piace fare, è una sorpresa che lascia il lettore nel dubbio.

Il titolo evoca immagini poetiche e suggestive. Perché ha scelto proprio questo titolo e cosa rappresenta per Lei nel contesto del libro?

Il titolo l’ho “preso” da una serata estiva dedicata alla notte di San Lorenzo. La notte delle stelle cadenti. Mi piaceva dare un’immagine poetica, uno stile dolce. Come se in quella notte l’autore avesse “costruito” le sue storie e le avesse affidate alla magia del cielo stellato.

Nel libro si intrecciano ricordi, sogni ed emozioni, con un tocco di riflessione e ironia. Qual è stata l’ispirazione principale?

L’ispirazione viene in alcuni momenti all’interno di ogni anno. Da quello che osservi, a quello che percepisci in quel giorno, in quel momento. E quando vedo qualcosa che mi sembra interessante da raccontare, lo scrivo. C’è ogni sfumatura di vita in queste storie: la bellezza, la tragedia, l’ironia, il ricordo, i sogni, le emozioni, la condivisione, l’amicizia. Vuol essere un percorso di riflessione, un quadro da esporre e comprendere, con luci soffuse e mai folgoranti. Una voce della coscienza delicata e certo non giudicante.

Nella sinossi si accenna a racconti che segnano un cambiamento o che lasciano dentro una sensazione profonda. C’è un racconto, in particolare, che considera il cuore pulsante della raccolta?

Sicuramente La parabola di Silvia, è un ragazza che conoscevo da adolescente. Bella e sfuggente. Tempestosa e fragile. Intensa e leggera. E’ un racconto che farà da traino ad altri. Sono molto affezionato a Dialogo con Dio, l’ho scritto per ultimo perché sentivo che aveva il sapore della bellezza e del candore giovanile. Questo racconto vuol essere, invece, una sorta di carezza per il futuro degli adolescenti.

Con La notte delle Perseidi, è al suo secondo libro con Berica Editrice. Come valuta la sua crescita come autore rispetto alla sua prima pubblicazione?

Sicuramente è una scrittura più completa. Far passare 4 anni da un libro ad un altro è il minimo sindacabile. Si scrive quando si pensa d’aver qualcosa d’interessante da raccontare, altrimenti è meglio fare altre attività. C’è una visione più matura nel vedere gli altri più che se stessi e questo libro rappresenta un passaggio temporale che spero possa regalare una visione più ampia possibile, di quelle che ti “aprono” per capire meglio.

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