Perchè alcuni titoli sono più famosi dei loro autori

Titoli famosissimi, trame iconiche e personaggi simbolici. Ma se ti chiedessero che testo hanno scritto Scott Fitzgerald e Dan Brown? Oppure, perché è importante l’autore Saint- Exupery? Riusciresti a rispondere? Eppure si tratta di autori che hanno dato vita a 

storie memorabili. Ciò avviene perché spesso un titolo è più famoso del suo autore. E in questo articolo esploreremo alcuni dei casi più celebri in cui la celebrità degli scrittori è offuscata da quella delle loro opere. 

Un nome, una garanzia… o forse no

Se nel caso di nomi inglesi illustri come J.K. Rowling, Charles Dickens e Jane Austen, ma anche italiani del calibro di Luigi Pirandello, Umberto Eco e Roberto Saviano sappiamo di andare sul sicuro nella scelta di un loro libro, per altri invece non è proprio così. Infatti, quando ci rechiamo nelle biblioteche o nelle librerie per selezionare un nuovo romanzo in cui immergerci nel nostro tempo libero, ci basiamo principalmente su due elementi: il titolo del libro appena uscito che è sulla bocca di tutti e che ci incuriosisce, oppure cerchiamo la nuova pubblicazione di uno scrittore che apprezziamo, sapendo che il suo cognome corrisponde a bravura, capacità di intrattenimento e interesse per i temi delle sue opere. Molto spesso, però, non ci si può rifare solo ed esclusivamente al detto “un nome, una garanzia”, perché vi sono numerosi autori che non vengono ricordati per il loro cognome, ma solo per i titoli dei libri. Per esempio Dan Brown, Scott Fitzgerald, R.R. Tolkien e Saint- Exupery corrispondono proprio ai casi in cui l’intestazione dell’opera ha sovrastato completamente i nomi degli scrittori, rendendo questi ultimi solo un piccolo tassello di fronte all’enorme puzzle rappresentato dai loro romanzi iconici. Perciò, spesso questi autori non vengono associati ai romanzi da loro creati: “Il Grande Gatsby”, “Il Codice Da Vinci”, “Il Signore degli Anelli” e “Il piccolo principe”.

 

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Più di un semplice titolo: “Il grande Gatsby” come simbolo culturale e punto di riferimento

Ma perchè, quindi,il titolo di un libro può diventare più famoso dell’autore stesso? Possiamo dire che, nella scrupolosa e saggia scelta dell’intestazione della loro storia, questi scrittori abbiano utilizzato un’arma a doppio taglio. Da un lato hanno trovato delle formule che hanno  avuto un impatto notevole sull’immaginario del pubblico, dall’altro, però, hanno creato un titolo così evocativo e riconoscibile che le persone si sono soffermate quasi esclusivamente su quello, trascurando il nome del romanziere stampato sulla copertina. Lo sa bene Scott Fitzgerald, con il suo romanzo “Il grande Gatsby”. L’intestazione scelta dall’autore funziona quasi come simbolo culturale. Gatsby, infatti, è diventato in pochissimo tempo il classico milionario misterioso dalla vita lussuosa ma decadente: insomma, incarnava perfettamente il sogno americano, ideale a cui tutti i cittadini degli USA aspirano e puntano a realizzare nella loro vita. Inoltre, il nome del protagonista è breve e facile da ricordare, oltre che evocativo: un enorme aiuto nella diffusione dell’opera lo hanno dato pure i vari film incentrati sulla vicenda, che hanno rafforzato il nome del personaggio “Gatsby” molto più di quello dello scrittore “Scott Fitzgerald”, fino ad arrivare a percepire la figura come un mondo a sé stante, un modello di vita a cui aspirare, a differenza dell’autore che è rimasto ancorato solo ed esclusivamente al mero ambito letterario. 

“Il Codice Da Vinci” e “Il Signore degli Anelli”, due nomi sospesi tra mistero e curiosità

Stessa sorte degli scrittori citati precedentemente è toccata a Dan Brown: non ti dice niente? Eppure è la mente che ha prodotto il famosissimo “Codice Da Vinci”, oggetto di film e serie tv. In questo caso, ciò che permette al titolo di sovrastare lo scrittore è probabilmente il meccanismo dell’intestazione intrigante che incuriosisce notevolmente i lettori evocando un mistero e un enigma attorno a un personaggio molto celebre della storia dell’arte. Una vicenda simile è quella del “Signore degli Anelli”, di cui hai sentito sicuramente parlare, a differenza dell’ideatore J.R.R. Tolkien che è certamente noto al pubblico, ma in questo caso il titolo supera di gran lunga la sua figura. Il motivo è molto semplice: Il Signore degli Anelli non è solo un semplice romanzo, ma è un mondo, un mito e una saga dal titolo leggendario e misterioso. Le peripezie di Frodo, Gandalf e compagnia sono state amplificate ancor di più dall’enorme trionfo nelle sale cinematografiche ottenuto dal film, che ha ulteriormente messo in secondo piano anche una mente eccelsa come J.R.R. Tolkien. Insomma, sia Dan Brown che Tolkien si sono ingegnati troppo per ottenere un titolo efficace che, alla fine, è riuscito a far ricordare alle persone solo ed esclusivamente i personaggi, le trame e le intestazioni, senza però conservare le informazioni relative ai rispettivi scrittori.  

 

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Trovare il titolo giusto: una strategia da maneggiare con cura 

Senza dubbio,  una buona intestazione è di fondamentale importanza per il successo nel lungo periodo di una pubblicazione, poiché è il primo aspetto ricordato dalle persone quando si recano in una biblioteca o in una libreria. Per questo deve essere accattivante ed intrigante, generando curiosità e stupore verso i lettori, ma non bisogna nemmeno esagerare, gestendo correttamente la giusta dose di suspense, di spettacolarità e di mistero. È necessario quindi avere un mix di componenti per ottenere come risultato un titolo equilibrato, coerente e allo stesso tempo stimolante: tutto questo non deve però oscurare in modo concreto ed esagerato il nome di colui o colei che ha scritto il libro, altrimenti si rischia di venire ignorati come autori. Oltre che l’intestazione, è opportuno fornire al pubblico anche una storia facilmente riconoscibile e, se possibile, riconducibile proprio allo scrittore del libro attraverso o uno dei personaggi oppure tramite la vicenda raccontata nel testo stesso. Questo è ciò che ha fatto Saint – Exupery, la mente del “Piccolo Principe”: senza dubbio, abbiamo sentito nominare più frequentemente il titolo rispetto all’autore, ma il lavoro svolto da Saint- Exupery riesce in qualche modo a farci ricordare non solo del protagonista del romanzo, ma anche dell’autore stesso. Infatti, all’interno del libro si crea un forte legame tra lui e l’opera, soprattutto per i temi proposti, ma anche grazie al protagonista stesso, il quale sembra una vera e propria proiezione dello scrittore. Ecco perché l’autore francese è un esempio perfetto di equilibrio tra la scelta di un titolo indubbiamente riconoscibile, senza però oscurare completamente l’ideatore del romanzo stesso. 

Nuovo acquisto letterario in vista? Ricordati di valutare anche il nome dell’autore 

Per non rischiare di fermarsi di fronte all’apparenza di un libro, prendendo in considerazione solo l’intestazione più accattivante e curiosa tralasciando il nome dello scrittore o, viceversa, focalizzandosi esclusivamente nella ricerca di testi scritti da un determinato autore, Berica Editrice consiglia di fare una scelta ancora più equilibrata: è opportuno non solo fare attenzione ai titoli, alle storie e ai protagonisti dei romanzi che ci troviamo di fronte, ma è doveroso anche rivolgere un occhio di riguardo all’autore che ha prodotto quell’opera. In questo modo, c’è la possibilità di rivalutare anche in futuro l’acquisto di un altro suo scritto, ricordandoci non solo l’intestazione della vicenda, ma anche e soprattutto la mente di chi l’ha partorita. 

 

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